La ditta SAFAR, Società
Anonima Fabbricazione (più tardi Fabbrica) Apparecchi
Radiofonici, nacque a Milano nel 1923 per produrre inizialmente solo
cuffie radio e telefoniche, usate principalmente dalle Forze Armate
italiane. Nel 1927 espanse la sua attività e contava all'epoca
375 dipendenti.
Nel 1931 iniziò la produzione radio in grande stile ed avendo
ottenuti grandi ordinativi dall'Aeronautica e dalla Marina la ditta
ampliò lo stabilimento.Nel 1933 la SAFAR produsse il
"fonogoniometro a compensazione" che può essere considerato il
primo ecogoniometro marino ad ultrasuoni.
Con l'occupazione dell'Etiopia la SAFAR fu incaricata di impiantare
nuove stazioni radio ad Addis Abeba, Harrar, Mogadiscio; Asmara e
Massaua. Una nuova specializzazione fu conseguita con la produzione di tubi a
raggi catodici per tutti gli usi e di iconoscopi per le riprese
televisive.
Dopo la guerra l'attività riprese per breve tempo nello
stabilimento di Milano in Via Bassini 15, ove furono impegnati 12
ingegneri, 60 progettisti e 4.500 fra impiegati e operai.Dopo la
cessazione dell'attività lo stabilimento passò alla LABEN
Elettronica ed attualmente ospita la sede del CNR a Milano.
Nel 1946 i laboratori della televisione SAFAR erano già pronti
per la produzione in grande serie di piccoli televisori commerciali,
derivati direttamente dal ricevitore del radar "Gufo", con standard
europeo a 625 righe. Purtroppo ancora una volta la SAFAR era troppo in
anticipo sui tempi dato che in quegli anni in Italia la Televisione
era l'ultima delle preoccupazioni.
Nell'estremo tentativo di diversificarsi la SAFAR arrivò addirittura a fabbricare
un'
autopista elettrica giocattolo! Si parla quindi di quasi 30 anni prima della
famosa
Polistil. Tutto ciò purtroppo non funzionò.
Dopo aver rifiutato l'associazione con gruppi
industriali stranieri la SAFAR, che aveva legato i suoi interessi al
passato regime e aveva collaborato con la Germania, dovette cessare
ogni attività nel 1948.
Arturo Vittorio Castellani nacque il 19
marzo 1903 a Gorizia e fece gli studi superiori a Trieste. Nel 1928 si
laureò in ingegneria a Zurigo. Dopo un primo periodo alla Marelli, che
lasciò intorno al 1929 dopo aver litigato col proprietario
Quintavalle, nel 1932 divenne Direttore Tecnico Centrale della SAFAR di
cui fu anche azionista con il 25-30% delle azioni. All'epoca il cav. Luigi Moscatelli era
l'Amministratore Delegato.
Nel 1931, a soli 28 anni, pubblicò il suo primo libro sulla
Televisione presso l'editore Hoepli. In questo libro Castellani
spiegava come costruire una stazione trasmittente e ricevente
televisiva di tipo elettromeccanico. Il libro contiene una descrizione
dettagliata dei materiali e dei costi. Secondo lui con una produzione
in serie il ricevitore poteva costare 1000 lire, una cifra notevole ma
non astronomica. Nel 1932 uscì una nuova edizione. Il suo
Trattato di televisione moderna uscì nel 1954 sempre per Hoepli.
L'ing. Castellani registrò numerosi brevetti nel campo della
televisione e del radar e aveva installato nell'appartamento dove
viveva a Milano un attrezzatissimo laboratorio. In un articolo su
"Sapere" del 1939 Castellani previde l'avvento della televisione come
servizio pubblico esteso a tutta l'Italia verso il 1945, previsione che
si sarebbe certamente avverata se non fosse intervenuta la guerra.
Nel 1941/1942 progettò e costruì il prototipo del RDT/5
Veltro,
radar italiano contraereo con dispositivo asservito per la punteria dei
cannoni. Curò la produzione industriale di altri radar (EC3 bis, EC3
Ter
Gufo ecc.) durante il conflitto.
Nel 1947 creò il
Comitè International de Télévision divenendone
Presidente nel 1954, alla morte del pioniere francese nel campo
radiotelevisivo R. Barthélemy. Tale carica la mantenne fino alla
morte.
Dopo la fine della SAFAR nel 1947 l'ing. Castellani svolse unicamente
attività di consulenza per importanti ditte del settore
elettronico e televisivo.
Fu
commissario merceologico della Fiera di Milano sin dal 1947 e fondatore
e realizzatore nel 1960 del MIFED (Mercato Internazionale del Film. del
TV film e del Documentario).
Nel 1952 tentò di impiantare a Milano
quella che sarebbe stata la prima TV privata ma il tentativo fu
stroncato dalle autorità.
L'ing. Castellani scomparve prematuramente per infarto il 7 luglio
1968, in piena attività lavorativa.
Figura
eminente di scienziato e ricercatore, fu uno degli esponenti più
validi del progresso radiotecnologico italiano.
Si ringrazia il figlio Claudio Castellani per queste note biografiche.
Per una discussione sulla TV italiana dei primordi si veda anche
Early Television in Italy di Andy Emmerson
Divertente glossario di termini televisivi nella
Guida del Radioutente del 1939
Il libro di Verdegiglio
La TV di Mussolni riporta molte interessanti
testimonianze di quel periodo.